Percorso circolare 5 laghi San Gottardo

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Percorso circolare 5 laghi San Gottardo

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Il passo del San Gottardo, in tedesco Gotthardpass, è uno dei principali valichi alpini, nonché una delle regioni più ricche di storia e leggende. Posta ad una altitudine di oltre 2100 metri la regione del San Gottardo è caratterizzata da numerosi laghi alpini, naturali o artificiali, che con le loro forme bizzarre e i loro colori sgargianti costituiscono la meta perfetta per una escursione estiva impegnativa ma certamente di grande effetto. A far loro da cornice, un brullo paesaggio alpino di alta quota.

Passo San Gottardo

A noi piaccciono... il Passo San Gottardo!

Posto ad oltre 2100 metri di altitudine, il passo del San Gottardo, in tedesco Gotthardpass, è uno dei principali valichi alpini. Costituisce il confine tra i cantoni Ticino (di lingua italiana) e Uri (di lingua tedesca) e il suo territorio è caratterizzato dalla presenza di numerosi laghi alpini, naturali o artificiali, che con le loro forme bizzarre e i loro colori sgargianti rappresentano la meta perfetta per una escursione estiva.
Il passo è solitamente aperto e raggiungibile in auto o con i mezzi pubblici soltanto tra giugno e novembre. Tuttavia, considerata l’alta quota, la tipologia di percorso e la possibilità di precipitazioni nevose, consigliamo di provare questa escursione soltanto nei mesi di luglio, agosto e settembre, in ragione delle condizioni meteo.

Overview dell'escursione

Il percorso circolare che vi proponiamo parte dall’Ospizio San Gottardo e ritorna al punto di partenza, passando per cinque laghi alpini e alcune altre pozze d’acqua circondate da un paesaggio brullo e selvaggio tipico dell’alta quota. Si tratta di un itinerario di media difficoltà, che tuttavia consideriamo impegnativo per via degli oltre 14 km percorribili in più o meno cinque ore di cammino. Il sentiero è segnalato dalle consuete strisce rosse e bianche, anche se in qualche caso abbiamo dovuto far ricorso al GPS per individuare la strada corretta. È comunque un sentiero di montagna su roccia, in brevi tratti fortemente in pendenza, esposto o scivoloso per via dell’acqua piovana. Consigliamo quindi di portare con voi i bastoni da trekking, utili a prevenire cadute. Lungo il percorso non troverete alcun ristoro né servizi igienici, quindi assicuratevi di avere cibo e acqua a sufficienza per l’intera escursione.

Arrivare in auto

Passo San Gottardo: bus stop

Durante i mesi di apertura del passo, arrivare al San Gottardo in auto è semplice: da Airolo, è possibile percorrere la strada nuova che, in circa 20 minuti, sale su fino al passo. Se invece amate il fascino antico, la vecchia strada Tremola, in pavé di granito, è quello che fa per voi. Realizzata fra il 1827 e il 1832, è un percorso affascinante che si snoda su oltre venti tornanti. Per percorrerla fino alla sommità, avrete bisogno di circa mezz’ora. In entrambi i casi, in cima al Passo troverete disponibili diversi posti auto.

Arrivare con i mezzi pubblici

Passo San Gottardo: bus stop

Il punto di partenza (e di arrivo) di questa proposta escursionistica è facilmente raggiungibile anche con i mezzi pubblici. Dalle principali città svizzere è possibile raggiungere Olten, Lucerna o Arth-Goldau, tutte località servite dal Treno Gottardo che conduce ad Airolo. Da Airolo, il bus postale numero 110 vi porterà fino al Passo, lasciandovi proprio di fronte all’Ospizio San Gottardo (fermata: Gotthard Passhöhe). L’intero percorso è acquistabile tramite il sito e l’app FSS e, come sempre, vi suggeriamo di utilizzare lo stesso sito o app per verificare preventivamente gli orari e le diverse opzioni di viaggio.

Escursione e mappa

L’autunno è arrivato e tra non molto le montagne svizzere si vestiranno d’inverno, ricoprendosi di neve e aprendosi ad una nuova stagione sciistica. Alcune mete escursionistiche, inoltre, non saranno più raggiungibili fino alla primavera e, in alcuni casi, fino all’estate. Quindi perché non sfruttare gli ultimi weekend di settembre per qualche escursione ad alta quota? La meta scelta questa volta è il Passo San Gottardo, e più nello specifico la passeggiata dei cinque laghi, un sentiero d’alta quota che conduce attraverso molti laghi alpini e un paesaggio a tratti lunare. Abbiamo scelto questa escursione dopo una attenta valutazione delle condizioni meteo (una delle dieci regole per l’escursionismo sicuro!), che promettevano una giornata soleggiata con qualche nuvola e soprattutto niente pioggia. Al nostro arrivo però, il Passo si presenta ricoperto da uno spesso strato di nebbia. Dubitiamo persino di aver fatto la scelta giusta ad arrivare fin qui! Ad ogni modo, la visibilità è comunque buona. La nebbia, inoltre, regala al luogo un fascino davvero misterioso. Decidiamo quindi di iniziare comunque il cammino, ottimisti sulla possibilità che la nebbia, di lì a poco, sarebbe andata via come è poi in effetti accaduto.

5 laghi Passo Gottardo percorso altitudine

Dall'Ospizio San Gottardo al lago del Lucendro

La nostra escursione parte dall’Ospizio San Gottardo, proprio davanti alla fermata dell’Autopostale. A pochi passi dalla fermata è anche possibile prendere un caffè, mangiare uno snack o utilizzare i servizi igienici pubblici (a pagamento, 1 CHF / 1 EUR per persona). Il vero sentiero escursionistico però inizia circa un chilometro più avanti. Se arrivate in auto, quindi, potrete accorciare l’escursione parcheggiando più vicini al punto di partenza. Tuttavia il breve tratto dall’Ospizio San Gottardo al sentiero escursionistico è piuttosto facile e in gran parte segue la strada carrabile.
Il sentiero escursionistico inizia dietro il Felsenhotel La Claustra. Qui un percorso in pendenza di circa un chilometro conduce prima alla diga del Lucendro e poi lungo il fianco dell’omonimo lago. Fatta eccezione per i primi 350 metri circa, questo tratto di sentiero si sviluppa su una strada in parte asfaltata e in parte in ghiaia. Dal sentiero lungo il fianco del lago e voltandosi verso il piazzale del San Gottardo si gode di una magnifica vista sul lago stesso, sull’area del Sasso San Gottardo e sulle pale eoliche recentemente installate, rese particolarmente affascinanti dalla presenza della nebbia.

Dal lago del Lucendro al Passo d'Orsirora

Proseguiamo ancora per circa un chilometro. Qui incontriamo il primo bivio: il nostro piano prevede a questo punto di iniziare la salita verso i laghi in quota prendendo al bivio il sentiero a destra. Proseguendo dritti lungo il lago è invece possibile seguire parte del famoso “Percorso delle quattro sorgenti”. Magari sarà per la prossima volta! Dal bivio, inizia un lungo percorso in ascesa che ci condurrà fino al punto più alto dell’escursione, il Gatscholalücke / Passo d’Orsirora. Questo tratto di sentiero si sviluppa sulla roccia. In alcuni tratti è stretto ma mai esposto. Lo abbiamo percorso con sicurezza con l’aiuto dei bastoni da trekking in alcuni punti dove la roccia si presentava più umida e scivolosa.
Dopo circa due chilometri ci lasciamo alle spalle il lago del Lucendro e raggiungiamo il primo dei due laghi della Valletta. Qui è ora di una breve pausa e, soprattutto, di recuperare energie con un buon pranzo a sacco!
Da questo punto parte una leggera discesa che conduce prima attorno al lago e poi lungo un piccolo specchio d’acqua parecchio fotogenico, circondato da molti Eriophorum, fiori bianchi simili a cotone.
Dopo circa 500 metri siamo al secondo lago della Valletta. Qui la caratteristica principale di questa escursione diventa evidente: ogni lago, con le sue acque, ha una sua particolare gradazione di colore, dal verde al blu. L’ambiente brullo che ci circonda, tipico dell’alta quota, se possibile, li fa apparire ancora più sgargianti e vividi ai nostri occhi. Quindi scattiamo le consuete foto di rito e riprendiamo il cammino.
Il percorso proseguirebbe a destra verso il lago d’Orsirora. Noi però abbiamo programmato una breve deviazione di circa 15 minuti verso il Gatscholalücke / Passo d’Orsirora. Per arrivarci, si segue un breve sentiero in salita, non troppo impegnativo. Vi consigliamo assolutamente di fare questa piccola deviazione! Da lassù potrete ammirare dall’alto i laghi della Valletta, dietro di voi, e soprattutto le alte montagne fino al Furkapass dal versante opposto.
Arrivati in cima, restiamo qualche minuto ad ammirare il panorama. Proviamo anche ad identificare tutte le alte montagne che ci circondano, ma sono davvero tante! Per fortuna, ci corre in aiuto l’app Swisstopo che, nella sua modalità “Panorama” permette di riconoscere i picchi montani e la loro altitudine attraverso la fotocamera dello smartphone. Una vera chicca se siete amanti dei paesaggi di alta quota!
Quassù comunque il vento tira forte. Un po’ infreddoliti, decidiamo quindi di riprendere il nostro cammino che, dopo una breve discesa, ci riporterà al bivio precedente.

Dal lago d'Orsirora al lago d'Orsino

La buffa cartellonistica adagiata sulla roccia ci indica la strada verso il Lago d’Orsirora. Da qui, il percorso prosegue lungo prati, rocce e qualche Eriophorum. Questo tratto non è impegnativo, d’altronde è oramai iniziata la discesa verso la valle. Dopo circa 400 metri raggiungiamo il Lago d’Orsirora. Qui il sentiero segue il bordo del lago. Sarebbe bello esplorarlo più a lungo, raggiungendo anche le aree più distanti dal sentiero, ma si sta facendo tardi e qualche nuvola all’orizzonte ci preoccupa. Così decidiamo di non attardarci e di proseguire il cammino verso il prossimo lago. Dopo circa 300 metri di sentiero, inizia una discesa di circa 400 metri lungo un percorso ripido e roccioso, non pericoloso ma impegnativo. Da qui è anche possibile ammirare dall’alto il secondo lago d’Orsirora, non toccato dal percorso ufficiale. Proseguendo tra le rocce, dopo la discesa, il sentiero diventa più uniforme e sicuro. Dopo circa 500 metri, riusciamo finalmente a vedere l’ultimo lago del nostro percorso, il lago d’Orsino. Qui il sentiero si divide. Il percorso ufficiale infatti passa in alto sopra il lago. È però anche chiaramente presente un altro sentiero, non ufficiale, che corre lungo la riva del lago. Noi, probabilmente un po’ distratti dal paesaggio, perdiamo la deviazione e in pochi minuti ci ritroviamo sul percorso non ufficiale lungo la riva. Si tratta comunque di un sentiero comodo e facile, che passa proprio accanto all’acqua e che consente di avvicinarsi al lago e ai prati di Eriophorum che lo circondano. Decisamente caratteristica è anche la piccola capanna vicina all’acqua, con l’immancabile bandiera svizzera al vento. Proseguiamo quindi lungo il sentiero per circa 500 metri e rapidamente raggiungiamo la fine del lago. Qui però il paesaggio si fa più roccioso e il nostro sentiero diventa meno evidente. Decidiamo quindi di verificare con il GPS e ci accorgiamo di non essere sul percorso corretto, ma leggermente più in basso. Non abbiamo alcuna intenzione di ritornare al bivio! Così decidiamo di inerpicarci lungo il fianco della collina per raggiungere la cima e, da lì, provare a raggiungere il sentiero ufficiale. Per fortuna ci riusciamo senza difficoltà! Eccoci tornati sulla giusta strada!

Ritorno al Passo San Gottardo

Da qui inizia una discesa rocciosa che corre parallela ad un piccolo corso d’acqua ed è anche nuovamente possibile rivedere il Passo San Gottardo e le sue cinque pale eoliche. Dopo circa 800 metri di cammino attraversiamo il corso d’acqua e proseguiamo lungo alcuni prati in scarsa pendenza.
Mancano ancora circa 600 metri di cammino per poter tornare sulla comoda strada che conduce alla diga del Lucendro. L’ultimo tratto di percorso è però decisamente il più impegnativo. Fatta eccezione per un breve tratto che corre lungo il fianco della montagna su un sentiero in piano e ampio, il resto del percorso si sviluppa tra rocce sconnesse che in alcuni tratti disegnano un sentiero piuttosto esposto. E per quanto assai breve (23 metri di ascesa in 100 metri circa di percorso), l’ultimo tratto è stato per noi motivo di preoccupazione. Il consiglio è sempre di indossare buone scarpe e se necessario aiutarvi con i bastoni da trekking che aumentano la stabilità. Tornati finalmente sulla strada, proseguiamo verso valle per altri 800 metri fino a raggiungere la base della diga del Lucendro. Da qui, proseguiamo lungo la strada dapprima in terra battuta e ghiaia e poi asfaltata che, in circa 20 minuti, ci riporta al Passo San Gottardo dove ci attende l’Autopostale.

Suggerimenti

1

Molte mappe del percorso trovate online suggeriscono di fare l’escursione nel senso inverso a quello da noi proposto, partendo quindi dal lago d’Orsino e raggiungendo a ritroso il lago del Lucendro. Noi, al contrario, siamo soddisfatti della scelta fatta: pensiamo sia più sicuro percorrere l’ultimo tratto del nostro percorso, decisamente esposto e scivoloso, in salita piuttosto che in discesa.

2

Per quanto il percorso sia ben segnalato, la conformazione del posto rende difficile in alcuni tratti individuare il sentiero corretto. Inoltre in alcune aree il segnale cellulare è instabile o assente. Vi suggeriamo quindi di scaricare offline le vostre mappe in modo da poter ricorrere al GPS in qualsiasi momento sia necessario.

3

Se vi trovate nei paraggi del San Gottardo ma non avete voglia di fare l’intera escursione, vi suggeriamo la passeggiata lungo il sentiero dell’energia, un percorso didattico circolare che in circa 2 ore e mezzo vi condurrà nel cuore del Parco eolico e delle installazioni dell’impianto idroelettrico del Lucendro, immersi nel magnifico paesaggio del Passo. Provate anche a combinare la passeggiata con una visita al Sasso San Gottardo, la mitica fortezza sotterranea, una delle più grandi e imponenti della Svizzera! Assolutamente da non perdere! Provate anche a combinare la passeggiata con una visita al Sasso San Gottardo, la mitica fortezza sotterranea, una delle più grandi e imponenti della Svizzera! Assolutamente da non perdere! E se deciderete di seguire il nostro consiglio, fatecelo sapere lasciando un commento sotto o, se vi va, scriveteci sopra un articolo da pubblicare sul nostro blog!

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